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Come tutelare i bambini che si muovono

Iniziamo fin da piccoli a muoverci. Il primo successo di un bambino è quello di riuscire a camminare con le proprie gambe mentre i genitori sono preoccupati di garantire la sua incolumità.
La mobilità in auto di un bimbo richiede oggi accorgimenti per essere adeguati alle normative.
Anche l’abitazione deve essere a misura di bambino. Fin dalla nascita proponiamo attività sportive: dalle prove di acquaticità ad altri molteplici sport. Le gite scolastiche offrono ai ragazzi
non solo l’opportunità di visitare i musei sotto casa ma in tutto il mondo e anche esperienze scolastiche in paesi esteri.
Proprio questa intensa mobilità aumenta la probabilità di rischio fin da bambino. Proviamo a chiederci quali sono state le nostre esperienze rispondendo a tre semplici domande:

  1. Rispetto a quando eravamo bambini quali cambiamenti abbiamo notato nei rischi della mobilità?
  2. Quali accorgimenti abbiamo adottato per proteggere i bambini dai rischi di mobilità?
  3. Come abbiamo tutelato i bambini da tali rischi?

Per chi ha superato i 50 anni è ancora vivo quel senso di libertà di correre e di scoprire il mondo che ci circondava. Eravamo veramente sottoposti a tanti pericoli: il fiume dove nuotavamo senza bagnini, la bicicletta senza alcun casco protettivo, in auto senza seggiolini, cinture di sicurezza o airbag protettivi.
Per i nostri figli invece abbiamo acquistato un seggiolino da adattare in auto per il trasporto e acquistato il dispositivo anti-abbandono “Qshino”, in casa abbiamo coperto tutti gli spigoli con delle protezioni di gomma, le prese della corrente con altrettante protezioni per evitare che il bimbo ci infili le dita. E per chi possiede una polizza infortuni e malattia abbiamo tutelato anche i nostri bimbi.
Secondo uno studio del SINIACA (Sistema informativo nazionale sugli incidenti in ambiente di civile abitazione del 2012) dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno 30.000 bambini sono ricoverati in ospedale per traumi alla mano per incidenti avvenuti sia in casa che a scuola. Gli esiti possono essere anche gravi: la perdita della funzionalità di una mano o di un dito comporta una riduzione delle abilità, con possibili conseguenze su un lavoro futuro e sulle relazioni sociali. Gli incidenti domestici sono la seconda causa di morte dei bambini dopo i tumori in Italia.
Tale fenomeno ha indotto lo stesso Ministero della Sanità a proporre una campagna di prevenzione che coinvolga i bambini, i genitori e gli insegnanti in un percorso di responsabilizzazione che aiuti ad individuare i fattori di rischio e a prevenirli.
Anche in ambito pubblico, soprattutto scuole, si è ricorso alle coperture assicurative per tutelare i bambini dai rischi connessi alla loro mobilità, purtroppo la spending review del sistema pubblico sta imponendo alle famiglie di ricorrere sempre di più ad assicurazioni private. Ne è un esempio in Italia il caso del comune di Torino che dall’anno scolastico 2015/16 non ha rinnovato le coperture integrative delle polizze a coperture dei rischi a cui sono sottoposti i bambini nell’ambito dei nidi e delle scuole materne, polizze che ogni anno intervenivano in circa 300 casi. Il comune si tutela solo per la propria responsabilità derivante dalla proprietà e conduzione degli edifici scolastici. Un bel problema e anche un bell’impegno per le famiglie.
Non solo i bimbi vivono anche in funzione di chi li protegge e quindi non hanno solo un problema di mobilità diretta ma anche indiretta e cioè le conseguenze che possono subire i genitori dalla loro stessa mobilità.
Diverse ricerche promosse dall’Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) sul mercato assicurativo dimostrano come la sensibilità alle coperture di protezione sia molto scarsa e
di conseguenza il rischio dei bimbi di avere compromesso il loro futuro è molto alta.
Fare il genitore comporta responsabilità molto grandi dovute non solo al fattore educativo, ma anche assistenziale e soprattutto protettivo nei confronti dei piccoli. Fare il genitore significa altresì badare al nucleo familiare e garantire in ogni caso la sua solidità in termini sia affettivi che economici. Oggi la mortalità infantile in Italia è inferiore a quella europea e degli Stati Uniti (dati ISTAT 2011), nonostante questo è estremamente importante assicurarsi contro le insidie della vita quotidiana. Assicurare la salute dei bimbi offre ai genitori la sicurezza futura in caso di eventi spiacevoli che intacchino la loro incolumità.
La tutela della salute inizia fin dalla nascita e infatti molti contratti assicurativi prevedono che nel primo anno di vita vengano garantite anche le cure dovute alla correzione di malformazioni genetiche. Successivamente tutte le possibili situazioni di infortunio, come ad esempio, quelli domestici o all’uscita della scuola, durante la pratica di attività sportive e per tutte le altre molteplici attività.
Le polizze a tutela della salute garantiscono un forte sostegno economico in caso di infortunio o malattia dei bimbi. Una certezza di aiuto finanziario in questi eventi può essere di grande aiuto per canalizzare unicamente le preoccupazioni sulla salute e sulla guarigione dei propri figli senza dover badare alle conseguenze economiche che tale infortunio possa provocare.

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