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Buoni genitori si nasce o si diventa?

Non si nasce “buoni genitori”, lo si diventa quando ci mettiamo in gioco costantemente, soprattutto in discussione. Essere dei buoni genitori è il lavoro più difficile del mondo. I genitori intraprendono un lungo viaggio, cercando di volta in volta gli strumenti più adatti alle situazioni che incontrano lungo il cammino per cogliere la bellezza di diventare grandi insieme.

Il legame tra genitori e figli va costruito e nutrito di giorno in giorno.

Nei primi anni di vita i figli osservano e cercano di comprendere i comportamenti dei genitori; la responsabilità quindi di trasmettere dei valori quali il buon senso, il rispetto, la coerenza rappresenta l’impegno principale di ogni genitore.

Quando i figli commettono degli errori o causano danni, i genitori devono impegnarsi per sostenerli sia moralmente che economicamente. Ma i genitori non sempre riescono a controllare gli imprevisti e sarebbe fantastico avere due occhi in più per prevenirli.

Essere buoni genitori per dei nativi digitali

Oggi poi è bene ricordare che i bimbi non vivono solo nel mondo reale ma anche in quello virtuale, sono nativi digitali.

Secondo una ricerca promossa da Changes, il blog magazine del gruppo Unipol, le violazioni digitali colpiscono soprattutto le generazioni Z (i nati dopo il 1997) e Millennials (i nati dopo il 1981).

Sono le generazioni che frequentano con più assiduità il mondo dei social. Un dato significativo è che il cyberbullismo viene percepito da un percentuale bassissima della generazione Z.

Gli imprevisti, e quindi i danni conseguenti, sono frequenti e incidono sull’economia delle famiglie e la responsabilità dei genitori di proteggere e difendere i propri figli è necessaria per non mettere a rischio la serenità famigliare.

Per essere un buon genitore, devi sapere come fare in modo che i tuoi bambini si sentano apprezzati e amati, mentre insegni loro la differenza tra giusto e sbagliato. Devi farli sentire protetti e tutelati.

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